Comunicato stampa

 

STEFANIA BERETTA

ANNEGRET SOLTAU

Stitched

 

8. Juli – 10. Oktober 2020 / 8 Luglio – 10 Ottobre 2020

 

Per ragioni di sicurezza non ci sarà un’inaugurazione.

Saremmo comunque felici di ricerVi in singole visite, magari prenotate.

 

 

“As I see it, being nailed down to a single identity

is inconsistent, it makes no sense to me that one

always has to be ‘oneself’, one’s only self.”

(Annegret Soltau)

 

 

Due posizioni del tutto differenti, in questi cicli tematici:

„Grima“ di Annegret Soltau (*1946 Lübeck)

„Paessaggi Improbabili“ di Stefania Beretta (*1957 Vacallo / Svizzera)

succede un incontro.

 

Un particolare elemento gioca un ruolo chiave. “Stichted” – cucito e ricucito – è il filo che guida la composizione, che serve come strumento stilistico, che crea profilo e carattere delle opere, che opera da confessione personale delle artiste.

 

Il percorso di Soltau, anni settanta, cominciò con grafica in senso generale e performance. La linea e il gesto andavano in azione, invadevano spazio e persone, per, dopo, essere filato e sviluppato, prima in cuciture su fotografie, poi in cuciture tra frammenti di fotografie. Il soggetto da allora si limita all’artista stessa, o membri della sua famiglia stretta.

 

Intanto vediamo un monumentale oeuvre di questa icona oltre Settantenne di arte femminista, la Soltau che circola intorno alle domande centrali dell’essere, dell’io, dell’identità, di connotazioni femminili, delle condizioni corporee. Opere, ormai apprezzate e collezionate da collezioni e musei internazionali di spicco quali: il Centre Pompidou Paris, il Museo di Fine Arts Boston, il Städel a Francoforte, la Kunsthalle di Amburgo, per citarne solo alcuni.

 

Il fatto personale è una metratura sociale, collettiva. Questo dogma, questa prospettiva rappresenta per Soltau ancora oggi una convinzione, una cultura e significa che l’immagine – dell’io, dell’altro – è da considerare come una costruzione che bisogna verificare, ricostruire, guarire, appropriarsene, mutare ogni volta. Soltau reagisce a tali fenomeni con attitudine rigorosa, radicale e sensibile. Lo strappo, il filo, lo spacco tra i frammenti, il motivo – tutto ciò è funzionalizzato come arma ed argomento in una complessa e dibattuta strategia artistica.

 

PERMANENTE DEMONSTRATION / dimostrazione permanente:


Ein Versuch, Bewußtseinszustände auszulösen durch ”Realisierung” eines Bildes im ”wirklichen” Leben, d.h. ein Bild körperlich machen.
Die Linie, der Strich wird zu einer ”realisierten“ Linie, der Mensch wird Teil des Bildes. Linie und Mensch sind nicht mehr zwei entgegengesetze Dinge, sondern eine “einzige Wirklichkeit”.
Die Demonstration dient keinem nützlichen Zweck, auch nicht dem rein ästhetischen Vergnügen, sie soll vor allem das Bewußtsein mit dem Unbewußten verbinden. Ich möchte intuitiv arbeiten d.h. mit einer unmittelbar wahrnehmbaren Erfahrung. Ein ”Sich-selbst-Vergessen“ sollte erlangt werden, denn sobald wir nachdenken, überlegen und Begriffe bilden, geht uns, das Ursprüngliche verloren und wir engen uns durch feste Gedanken und feste Begrifflichkeit ein. 
Durch die Demonstration soll versucht werden, ein Bewusstsein zu erreichen, welches nicht aus unserem täglichen Leben schwindet, sondern sich dort voll entwickelt.
 (Annegret Soltau, 1975)

 

Un tentativo di produrre stati d’animo attraverso la “realizzazione” di un’immagine nella vita “reale”, cioè rendere corporea l’immagine.

La linea, il taglio diventa una linea “reale”, l’uomo diventa parte dell’immagine. Linea ed essere umano non sono più due cose opposte, ma una “unica realtà”.

La dimostrazione non serve a uno scopo pratico, neanche al puro divertimento estetico, ma è inteso come legame tra coscio e sub-conscio. Voglio lavorare intuitivamente, con una esperienza immediata e percepibile. Un “dimenticare-se-stesso”, perché se cominciamo a pensare, riflettere e formare termini, perdiamo l’ originalità, l’immediatezza e ci imprigioniamo in pensieri fissi e categorie sicure.

Tramite la dimostrazione tento di raggiungere un conscio, che non sparisce dalla vita quotidiana, ma si evolve e potenzia all’interno di essa. (Annegret Soltau, 1975)

 

Con „Grima“ (sviluppatosi tra 1986 e 1997) l’artista provoca l’inoltrare di confini, dell’io, tra uomo e animale. Soltau congiunge e amalgama le loro diversità, i loro aspetti contrari. Temi come camuffamento, travestimento, inganno, ambiguità dimostrano l’intenzione di una specie di rituale, di evocazione. Soltau illustra nelle sue opere l’io multiplo. Secondo la prospettiva cambia viso oppure ne rivela più di uno.

 

Anche Beretta dal Ticino, dopo la grande esperienza del ciclo “In memoriam”, in questa nuova serie di opere „Paessaggi Improbabili“ (iniziato nel 2006) si dedica all’interpretazione di immagini con uno spostamento in percezione e valutazione di realtà. Fotografie di paesaggio e natura formano il palco di questa manovra, elegantemente sopra-cucite con macchina o a mano. Così si imbucano elementi, che solitamente non dovrebbero esserci. Il mare è sorvolato da costruzioni estranee, da flora e fauna, segni e creazioni germogliano inaspettatamente. Non è la natura eroica, né l’ideale, che occupano l’artista, ma il non-luogo, il terreno incidentale, acqua e alberi in primo piano, che subiscono altrettanto, tramite le aggiunte cuciture, un travestimento, un camuffamento, un incremento, un commento e un ampliamento. Questi ibridi si inseriscono nell’immagine. Segni e simboli appaiono così come misurazioni, come indicazioni di direzione, come messaggi enigmatici e codificazioni poetiche creando un’atmosfera lirica. Nello stesso momento siamo invitati a temporeggiare, a fermarci, a esaminare la situazione. Siamo spinti con curiosità a seguire queste scritture segrete, ad analizzare questi concatenamenti. Il filo trama ponte e ingresso e apre lo spazio.

 

Così il mondo degli oggetti viene traslato in un mondo di segni („Gegenstandswelt in eine Zeichenwelt überführt“, dice Peter Waibel contemplando le opere di Baudrillard). Qualcosa di simile succede da Beretta. L’immagine, arricchitasi da un ulteriore linguaggio, ancora realtà tra diversi livello del conscio, di realtà e offre una visione che non può essere altro che critica, riflessiva, senza essere mai provocatoria o polemica, senza mai rivendicare ribellione o risentimento, ma invece suggerisce un approccio filosofico-spirituale: „Landscape is a way of seeing the world“ (Denis E. Cosgrove) L’uomo c’è, non visibile, lascia le sue tracce e abbandona il campo al paesaggio, all’albero, all’acqua in veste simbolica. Le opere di Beretta portano oltre al mondo visivo.

 

Come si confrontano, in termini di Natura e Cultura, di Vita e Pensiero, di Materia e Immateriale, questi due elementi protagonisti? Restituendo, verosimilmente, a chi guarda, a chi interpreta, uno scenario in cui realtà e immaginario, superficie e profondità, istante e memoria, non cessano di delineare una cartografia ontologico-bio-antropologica dell’essere nel mondo. (Viana Conti nel catalogo della mostra)

 

 

 

Dobbiamo prendere in considerazione e tener sempre presente che le artiste hanno iniziato il loro percorso nei primi anni settanta del Novecento perciò tanto più ci sorprende la loro intuizione e la loro lungimiranza, avendo assorbite inconsapevolmente teorie progressiste di identità e società (Foucault, Butler) nella loro concreta pratica e avendo risposto a questi concetti con una strategia estetica perenne.

 

 

Stefania Beretta

 

Since the early '80s makes trips to Europe, Asia (including India) and America. She began to exhibit in 1985.

For the book “Il Ticino e i suoi fotografi” (Ticino and its Photographers) the Swiss Foundation of Photography in the year 1987 chose a report, realized on one of her journeys through India, entitled Rito di cremazione (Crematory ritual).

1991 the Swiss Italian TV station dedicated her the film report “ritratto di una fotografa”
(portrait of a photographer).

Thanks to the scholarship awarded by Visarte, the year 1994 leads her to stay for six months at the Cité Internationale des Arts of Paris: out of this experience, in 1997 results the publication of Paris noir (for the edition of the magazine Pagine d’arte, Lugano-Milano).
1995 she got the first prize in a photography competition organised by the Società Ticinese di Belle Arti (Society of the fine art, Ticino).

1997 the Foundation Galleria Gottardo, Lugano, realizes an interesting initiative giving out a mandate to the European photographers to document the Gotthard. Stefania Beretta created suggestive images entitled “Sud-Nord”. The initiative will be the subject of a touring exhibition accompanied by an important catalogue with the title Il San Gottardo.
1998 she got invited at the Cultural Center Europos Parkas of Vilnius (Lithuania) to accomplish a personal work of her. In the same year, she received a national scholarship from the Foundation Gleyre (Switzerland).
Since 1980 she frequently travels through Europe, Asia and the Americas; Città d’Europa (Cities of Europe) edited 1998 by CGA&P Lugano, contains a lot of images of these journeys which show her way of being.
2000 the publishing house Trans Photographic Press Paris published her book rooms, a work successively exposed at different European galleries. 2002 the same house published the book Trop (too much) and 2006 the book In Memoriam.
Since 2001 she works on the project The Rolex Mentor & Protégé Arts Initiative commissioned by Rolex, following and documenting the encounters of some of the most important contemporary artists and young talents of the world.
2004 SRG SSR Idée Suisse (Swiss Broadcasting Company) realizes PhotoSuisse in cooperation with the Swiss Foundation of Photography and the editor Lars Müller; it is a movie-portrait with an important publication of 28 Swiss photographers which transforms itself in collaboration with the Pro Helvetia Foundation into a travelling exhibition.
From her frequent journeys through India arises a small but precious publication called Indiarasoterra, realized at the occasion of the exhibition of the gallery Cons Arc in Chiasso.

2005 she got a scholarship from the Foundation Landis&Gyr of Zug for a stay of six month at the studio in London.

2006 on invitation of the Credito Valtellinese Foundation and the agency Grazia Neri, she photographs the marble quarries in Sicily and Marco Anelli (photographer of Rome) the quarries in Valtellina. The work entitled Cave (quarries), will be shown in a travelling exhibition and a book will be published also.

The Bogliasco Foundation, the Liguria Study Center for the Arts and Humanities Genoa, grants one month Fellowships to Stefania Beretta during the semester autumn-winter 2009.

In 2010 on invitation of Foundation Credito Valtellinese Sondrio, she realizes somes images on the theme of the Rhaetian Railways  for a publication accompanied by a traveling exhibition.

In 2011 she was invited to exhibit with internationally renowned photographers in the exhibition Eyes on Paris at the Deichtorhallen in Hamburg.

The same exhibition in 2015 is on display at the Kunstmuseum Pablo Picasso Münster.

In 2016 the Municipal Art Museum of Ascona dedicated a solo exhibition entitled “Una segnaletica dell’Essere”.

Since 1985 she is regularly exhibiting her works in Switzerland as well as in the rest of Europe. Her photographs are now part of many public (e.g. Paris Bibliotheque Nationale in Paris, the Swiss Photography Foundation) and private collections.


www.stefaniaberetta.ch

 

 

SOLO EXHIBITIONS

 

2018                 Galerie Monika Wertheimer, Oberwil/CH

2016                 Museo Comunale d’Arte, Ascona / CH

2015                 Maurer Zilioli Contemprary Arts, Monaco / D

2014                 Galerie Monika Wertheimer, Oberwil / CH

2011                 MIA Fair Milano, Maurer Zilioli Contemporary Arts Brescia / I

2010                 Galleria Balmelli, Bellinzona / CH

                         Maurer Zilioli, Contemporary Arts, Brescia / I

2009                 Galleria UnimediaModern, Genova / I

                         Museo Cantonale d’Arte, Lugano / CH

2007                 Credito Siciliano, Acireale / I

                         Fondazione San Antonio, Noli / I

                         Museo Palazzo Sertoli, Sondrio / I

                         Galerie Beck&Eggeling, Düsseldorf / D

2006                 Galleria Palladio, Lugano / CH

2004                 Galleria Beck&Eggeling, Düsseldorf /D

             Galleria CONS ARC, Chiasso /CH

             Espace Abraham Joly, Ginevra / CH 

             Kunst Forum Rottweil / D

2003                 Galleria Belmont, Flims / CH

2002                 Galleria, SpazioFoto, Firenze / I

                         Casorella, Locarno / CH

2001                 Villa Pavoni, Lottigna / CH

2000                 La Rada, Locarno / CH

                         Galleria, Zwischenraum bei Scalo, der Schweizerischen 

             Stiftung für die Photographie, Zurigo / CH 

                         Galleria, La Chambre Claire, Parigi / F

1998                 Galleria, SPSAS, Locarno / CH

1997                 Galleria, Pagine d'Arte, Lugano / CH

1996                 Galleria, Art Photographique, Ginevra / CH 

1994                 Spazio XXI, Bellinzona / CH

1991                 Galleria Odeonart, Biasca / CH 

1987                 Musée Municipale de St. Paul de Vence / F

1986                 Galleria, Saqqârah, Gstaad / CH 

 

PUBLIC COLLECTIONS

 

Musinf Senigallia / I

Museo comunale d’arte moderna, Ascona / CH

MASI, Lugano / CH

 

Fondazione Svizzera per la fotografia Winterthur /CH 

Fondazione Festival Photo, La Gacilly / F

Fondazione Credito Valtellinese, Milano / I

Fonds Cantonal de décoration et arts visuel Ginevra / CH

Fondo Cantonale della Cultura Ticino / CH

Collezione di opere d'arte del comune di Chiasso / CH 

Centre Pompidou, Paris / F

Bibliotheque Nationale Paris / F

Musée Carnevalet Paris / F

Collezione Fondo Comunale Carlo Cotti Lugano / CH

Ente Ospedaliero Cantonale Ospedale Italiano Lugano / CH

Banca del Gottardo Collezione di fotografia, Lugano / CH

BSI, Collezione di fotografia, Lugano / CH

Banca dello Stato di Chiasso / CH

Credit Suisse Chiasso, Bellinzona, Ascona, Lugano, Zurigo / CH 

UBS Chiasso /CH

Banca Cial Locarno / CH

Banca Raiffeisen, Acquarossa / CH

 

 

AWARDS

 

2009                 Borsa di Studio Fondazione Bogliasco, Genova / I

2005                 Borsa di studio Landis&Gyr, London /GB

1998                 Centro culturale Europos Parkas, Vilnius / PL

                         Borsa federale Gleyre / CH

1995                 Primo premio Società Belle Arti Lugano / CH

1994                 Cité Internationale des Arts Paris / F

 

 

 

Annegret Soltau:

 

1946 geboren in Lüneburg

1962-66 Arbeit in verschiedenen Berufen u.a. im OP bei einem Unfallarzt am Hafen in Hamburg

1967-72 Studium der Malerei und Grafik an der Hochschule für Bildende Künste, Hamburg, bei den Professoren Hans Thiemann, Kurt Kranz, Rudolf Hausner, Alan Jones und David Hockney

1972 Studium in der Meisterklasse der Akademie der Bildenden Künste Wien bei Professor Anton Lehmden

1973 Stipendium des DAAD für Mailand/Italien

1975 erste Fotoübernähungen / 1976 erste Fotoradierungen / 1977 erste Fotovernähungen

1982 Werkstipendium des Kunstfonds eV.,Bonn

1984 Stipendium Villa Massimo, Rom / 1986-87 Villa Massimo Aufenthalt, Rom

1986 Preisträgerin des Wettbewerbs “Kunst im Öffentlichen Raum”, Zentralkrankenhaus, Bremen

1989-90 Arbeitsstipendium des Kunstfonds eV., Bonn

1998 Maria Sibylla Merian Preis, Hessisches Ministerium für Wissenschaft und Kunst, Wiesbaden

2000 Wilhelm-Loth-Preis, Kunstpreis der Stadt Darmstadt

2011 Marielies Hess-Kunstpreis, Frankfurt a.M.

2016 Johann-Heinrich-Merck-Ehrung der Stadt Darmstadt

 

 

 

Mitglied der  HYPERLINK "http://www.darmstaedtersezession.de/"Darmstädter Sezession/  HYPERLINK "http://www.kuenstlerbund.de/"Deutscher Künstlerbund,Berlin/  HYPERLINK "http://www.deutsche-fotografische-akademie.com/"Deutsche Fotografische Akademie,Leinfelden

 

 

Lehraufträge, Workshops und Vorträge: Hochschule für Gestaltung, Offenbach a. M. / Fachhochschule Bielefeld / Universität Köln / Internationale Sommerakademie für Bildende Kunst, Salzburg / Universität, Flensburg / Technische Universität, Darmstadt / Johannes Gutenberg Universität, Mainz / Kunstakademie Braunschweig / Hochschule Darmstadt / Freie Akademie Nürtingen / Institut für Philosophie Darmstadt / Goethe Universität Frankfurt am Main /
Hochschule für Grafik und Buchkunst, Leipzig

 

1946 born in Lüneburg, Germany
1967-72 Studied painting and graphic arts at the Hochschule für Bildende Künste (University of Fine Arts) in Hamburg with Hans Thiemann, Kurt Kranz, Rudolf Hausner, Alan Jones and David Hockney
1972 Attended the masterclass at the Akademie der Bildenden Künste Wien (Vienna Academy of Fine Arts) with Anton Lehmden
1973 German Academic Exchange Service scholarship to study in Milan, Italy
since 1975 Performance, photography and videos
(first photo overstichings in 1975, first photo etchings in 1976, first restitched photos in 1977)
1982 Fellowship from the Kunstfonds (Art Foundation), Bonn
1984 Villa Massimo scholarship, Rome
1986 Winner of the Kunst im Öffentlichen Raum (Art in Public Spaces) competition, Zentralkrankenhaus (Central Hospital), Bremen
1986-87 Residence fellowship at Villa Massimo, Rome
1989-90 Fellowship from the Kunstfonds (Art Foundation), Bonn
1998 Maria Sibylla Merian Prize in the state of Hesse
2000 Wilhelm Loth Prize (art prize awarded by the City of Darmstadt)
2011 Marielies Hess Art Prize, Frankfurt am Main
2016 Johann-Heinrich-Merck-Honor by the City of Darmstadt

 

Membership Darmstädter Sezession (artists’ association in Darmstadt); Deutscher Künstlerbund (Association of German Artists), Berlin; Fotografische Akademie (German Photographic Association), Leinfelden

 

Teaching, Workshops and lectures at the Hochschule für Gestaltung (University of Design), Offenbach am Main; Bielefeld University of Applied Sciences; University of Cologne; International Summer Academy of the Fine Arts, Salzburg (AT); University of Darmstadt; Johannes Gutenberg University, Mainz; Darmstadt University of Applied Sciences; Academy of Art, Nürtingen; Institute of Philosophy Darmstadt and Goethe University Frankfurt am Main; Academy of Fine Arts Leipzig

 

 

Works in public collections:


Deutsche Bank, Frankfurt
Hessisches Landesmuseum, Darmstadt
Städtische Sammlungen, Darmstadt
Fraunhofer Institut, Darmstadt
Polizeipräsidium, Darmstadt
Städtische Sammlungen, Frankfurt a.M.
Graphische Sammlung, Städel Museum, Frankfurt a.M.
Deutsche Bank, Frankfurt a.M.
DZ-Bank, Frankfurt a.M. 
Museum für Kunst und Gewerbe, Hamburg
Graphische Sammlung, Hamburger Kunsthalle, Hamburg
Graphische Sammlung, Kunsthalle zu Kiel
Kunsthalle Bremen
Städtische Sammlungen, Leinfelden
International Art Collection Junij, Architekturni Muzej, Ljubljana, Slovenija
Artpool Art Research Center, Budapest, Ungarn
Graphische Sammlung, Wilhelm-Hack-Museum, Ludwigshafen
Städtische Sammlungen, Mainz
Kulturreferat der Stadt München

Städtische Sammlungen, Rüsselsheim
Sammlung Videokunst der Stadt Salzgitter
Schleswig-Holsteinisches Landesmuseum, Schloß Gottorf, Schleswig
Städtische Sammlungen, Schwäbisch Hall
Graphische Sammlung, Staatsgalerie, Stuttgart
Graphische Sammlung der Universität Trier
Graphische Sammlung, Rheinisches Landesmuseum, Bonn
Graphische Sammlung, Museum des 20. Jahrhunderts, Wien, Österreich
ZKM Karlsruhe
Kunsthalle Wilhelmshaven
Landesmuseum, Oldenburg
Städtische Sammlungen, Wolfsburg
Graphische Sammlung, Städtische Kunsthalle, Mannheim
THE VERO GROUP, Houston,Texas, USA
VERBUND, Wien, Österreich
Hochheimer Kunstsammlung, Hochheim a.M.
Museum of Fine Arts, Boston, USA
Sparkassenstiftung Lüneburg
Collezione La Gaia CN, Busca, Italien
ICP – International Center of Photography, New York, USA
Scottish National Gallery of Modern Art, Edinburgh, UK
Centre Pompidou, Paris, Frankreich


Public Archives


Archive Artist Publications, München
Archiv der Akademie der Künste, Berlin
(Verein der Berliner Künstlerinnen 1867 e. V. – VdBK)
FrauenMediaTurm, Feministisches Archiv, Köln
Hessisches Staatsarchiv, Darmstadt
Kunstarchiv, Darmstadt
Mediathek ZKM, Karlsruhe
Stadtarchiv, Leinfelden-Echterdingen